Aggiornato alle di

giovedì 6 gennaio 2022

Non scenderemo a patti!

“Operazione Covid”. Nonostante due anni di guerra psicologica e di terrorismo mediatico, malgrado innumerevoli atti liberticidi, 5 milioni e mezzo di italiani continuano a rifiutare la vaccinazione. 


Coloro che hanno rifiutato questo trattamento sanitario sperimentale sono stati puniti, privati del lavoro, del reddito, del diritto allo studio, dell’accesso a qualsiasi attività pubblica.

La democrazia costituzionale è morta e al suo posto è sorto un regime di dittatura, di schedatura di massa e di segregazione sociale.

Come se non bastasse il governo del “vile affarista” Draghi si appresta a compiere l’ennesimo, gravissimo, atto di forza: vuole estendere l’obbligo vaccinale a tutto il mondo del lavoro annientando ogni forma anche passiva, di resistenza.

Il momento è drammatico. Tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la giustizia sociale, lo democrazia e la dignità della Patria, sono chiamati a ribellarsi ed a serrare i ranghi.

Nessun cedimento! Nessuna collaborazione col regime! Nessuno dev’essere lasciato solo! Andremo fino in fondo!

Uniamo le forze della nuova Resistenza!

Riunione nazionale giovedì 6 gennaio 2022

venerdì 10 dicembre 2021

Comunicato: nasce la collaborazione tra Resistenza Attiva e Frontiere

Nasce una preziosa alleanza, Resistenza Attiva e la redazione di Frontiere hanno deciso di iniziare una collaborazione per dare vita ad un'unione di scopo in cui le differenze diventino somma di esperienze, affinché si origini un vero rapporto tra teoria e prassi. Vincere insieme la scommessa di far diventare reali le interazioni virtuali, creare poli di aggregazione territoriali, contribuire a formare cittadini liberi, elaborare e diffondere una vera contro-narrazione, condividere un impegno comune e riappropriarci del Politico.

lunedì 1 novembre 2021

Resistenza Attiva - Tesseramento 2022

È aperto il tesseramento a Resistenza Attiva per l'anno 2022.


Per tesserarsi è necessario inviare un messaggio email a resistenzattiva2020@gmail.com scrivendo Nome, Cognome ed Indirizzo (obbligatori), Numero di Telefono ed eventuale account Twitter (facoltativi). 

L'iscrizione sarà effettiva dopo l'accettazione della domanda ed il successivo versamento della quota annuale di € 20,00 per il 2022.

giovedì 28 ottobre 2021

Il diritto di satira è stato abolito - Avv. Valerio Donato

Enormi polemiche ha suscitato il post satirico su Mario Draghi della dr.ssa Paola Perinetto, Garante dei detenuti presso il carcere di Ivrea. Secondo fonti di stampa, che riprendono un lancio ANSA, da più parti se ne chiede la rimozione e il Sindaco di Ivrea avrebbe convocato il Consiglio comunale per provvedere in tal senso. 


Il post Facebook si limita a riprendere un vecchio meme (e non un fotomontaggio come falsamente riferito da alcune testate) uscito all’epoca dell’arresto di Cesare Battisti che, giocando sull’evidente somiglianza tra i due, li affiancava per dire più o meno “uno l’abbiamo arrestato”. 

All’epoca le accuse che si muovevano a Draghi, che non era Presidente del Consiglio, riguardavano la gestione delle crisi greca allorquando l’attuale primo ministro, quale presidente della BCE, chiuse i bancomat alla Grecia contribuendo alle misure lacrime e sangue che furono adottate e che causarono un notevole abbassamento dell’aspettativa di vita e il deciso aumento della mortalità infantile (tanto che anni dopo “autorevoli” opinionisti avrebbero ammesso di avere censurato il fatto per salvare la moneta unica). 

La Perinetto, in particolare, commenta il meme dicendo “Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli. L’altro è Cesare Battisti”. La richiesta di rimozione è con tutta evidenza l’ennesimo attacco ad un diritto costituzionale, quello della libertà di espressione che ha come corollario il diritto di satira. 

Questa, come noto, consiste nel “rappresentare o descrivere (persone, situazioni, difetti, ecc.) in modo da rilevarne, spesso in modo caricaturale, gli aspetti negativi” (Treccani) ed è assolutamente lecita se rivolta a personaggi pubblici e cariche politiche. 

Secondo la Suprema Corte di Cassazione (ex multis Sentenza n. 5499/14), infatti, “la satira è configurabile come diritto soggettivo di rilevanza costituzionale”, si sostanzia in “una critica corrosiva e spesso impietosa, basata su una rappresentazione che enfatizza e deforma la realtà per provocare il riso”, si esprime con il paradosso e la metafora surreale”, “sottrae al parametro della verità” e “assume i connotati dell'inverosimiglianza e dell'iperbole”. 

L’unico limite a tale diritto è l’esistenza di un collegamento “alla manifestazione di un dissenso ragionato dall'opinione o comportamento preso di mira” che non si risolva “in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della reputazione del soggetto interessato”. Nella specie tale collegamento è evidente in relazione alle durissime misure, uniche al mondo, che vietano il lavoro (bene supremo nel nostro ordinamento) ai cittadini non in possesso dell’illogico lasciapassare verde. 

Va da sé che la probabile rimozione della Perinetto dal suo incarico sarà l’ennesima ferita alla Costituzione più bella del mondo, già duramente provata dalle restrizioni sanitarie e dalla repressione (anche violenta e subdola) del relativo dissenso sociale.

domenica 10 ottobre 2021

Comunicato del Fronte del Dissenso: Forza Nuova e Governo giocano la stessa partita. Giù la maschera!

ROMA – L’avevamo messo nero su bianco soltanto pochi giorni prima, con un comunicato stampa, proprio in vista della manifestazione di sabato 9 ottobre a Piazza del Popolo: “riteniamo necessario ed urgente mettere in guardia contro velleitari proclami che chiedono ai cittadini di mobilitarsi in pericolose azioni che perseguono lo scontro fisico come unica soluzione, lo scontro che sancirebbe la fine di questa resistenza che si sta diffondendo e che sta crescendo sempre di più, diventando ogni giorno più forte”.


Non siamo veggenti, abbiamo avuto semplicemente la capacità di leggere la realtà. Ciò che è accaduto ieri era assolutamente prevedibile. L'appello, partito dal sito di Forza Nuova, era caratterizzato da toni che lasciavano chiaramente intendere su quale binario sarebbe stata portata la manifestazione.

Le azioni aggressive e velleitarie che sono state messe in atto, sono esattamente quelle che il regime, che sta imponendo l’apartheid chiamato green pass, desiderava. Non ci vogliono dei geni per capire che ieri, Forza Nuova e Governo Draghi, hanno giocato la stessa partita, dalla stessa parte della barricata: quella di chi vuol mettere in difficoltà il grande movimento che si oppone al lasciapassare vaccinale.

Sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza dei partecipanti nulla aveva a che fare con una regia predisposta a tavolino con lo scopo di trasformare la manifestazione in una trappola. Ma resta il fatto che questa regia vi fosse fin dal principio. E la trappola è puntualmente scattata. Chi ha consentito, coscientemente, tutto questo, permettendo a dei provocatori professionali di gestire la piazza, si è assunto una gravissima responsabilità di fronte a tutto il movimento.

Tantissime persone, tra cui molte famiglie, sono state così trascinate in uno scontro senza costrutto, utile solo a trasformare i veri violenti (il governo, i partiti di maggioranza, i sindacati confederali) in “vittime”. La brutalità del green pass, una violenza senza precedenti nel dopoguerra, è passata così in secondo piano di fronte alle scellerate iniziative di personaggi fin troppo ben protetti dagli apparati dello Stato.

La sede della Cgil, simbolo di sigle sindacali privilegiate, ormai screditate ed autoreferenziali, è assai distante da Piazza del Popolo. Com’è possibile che il manipolo di provocatori che intendeva assaltarla non sia stato fermato prima? Perché la polizia, dunque il Ministero degli Interni, non ha agito per impedire il compimento di quell’azione? La risposta è probabilmente nell’interesse del governo a criminalizzare l’opposizione e il dissenso, specie alla vigilia del 15 ottobre.

Il Fronte del Dissenso non solo denuncia la logica di uno scontro fisico fine a se stesso, come quello messo in atto da Forza Nuova, ma denuncia apertamente la chiara collusione tra costoro ed il governo Draghi.

Il Fronte del Dissenso, nel chiamare alla lotta senza quartiere contro il Green pass, a partire dallo sciopero e dalla grande mobilitazione del 15 ottobre, rilancia la linea della disobbedienza civile in tutte le sue possibili forme, come strumento principale per costruire la resistenza al regime tecnocratico e violento che fa capo a Mario Draghi.

E’ la linea che abbiamo messo in campo il 25 settembre, quando oltre centomila persone si sono ritrovate in Piazza San Giovanni. E’ la linea dell’allargamento del fronte di lotta, della conquista di nuove forze, del lavoro per indebolire il fronte avversario. Solo per questa via arriveremo a cancellare la vergogna del Green Pass.

Ma per percorrere questa strada occorre liberarsi da tutti i provocatori che, in nome di una finta “apoliticità” e di un falso patriottismo, vogliono condurci ad una sconfitta certa. La loro azione serve soltanto a favorire le esigenze del governo e dei media, che puntano a screditare il movimento per favorirne la dissoluzione.

Non ci riusciranno! Il prossimo appuntamento è quello del 15 ottobre. Quel giorno, scioperando e manifestando, riporteremo in piazza l’Italia che non si arrende, quella che si vuole opporre, quella che sta dalla parte dei milioni di italiani impossibilitati a lavorare a causa di un lasciapassare violento, illegittimo ed incostituzionale.