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lunedì 23 novembre 2020

Manifesto

Resistenza Attiva nasce dall'idea di creare un coordinamento, su base territoriale, che agisca in maniera attiva, appunto, per cercare di spostate nella realtà quelle dinamiche di reazione e relazione che, altrimenti, rischiano di restare solo virtuali. 

La rabbia è già fortemente espressa sui social e, per fortuna, non solo, così come l'insofferenza e la determinazione a non accettare l'immotivata dittatura sanitaria messa in atto dal governo.

Sta emergendo, in modo sempre più ampio e netto, anche il rifiuto per le attuali forze partitiche le quali si sono rivelate totalmente incapaci di rappresentare il malcontento visto che, con diverse scuse, di fatto, assecondano e mettono in atto, tanto a livello regionale quanto, ormai, a livello nazionale, quelle stesse politiche che, evidentemente solo a parole dicevano di avversare.

La situazione sta precipitando rapidamente e nessuna forza politica esistente sembra avere intenzione di dare risposte come dovrebbe, la sola possibilità di reazione sembra restare in mano alle persone che subiscono, sulla propria pelle, gli effetti veri di questa catastrofe, sociale, culturale ed economica, che hanno chiamato emergenza sanitaria. 

Sono piccoli imprenditori e professionisti che non vogliono chiudere, impiegati che rifiutano il lavoro a distanza, operai che vogliono tornare in fabbrica, insegnanti e studenti che non vogliono la Dad, medici che vorrebbero poter curare...

Ma sono anche tante persone comuni, intellettuali, esseri pensanti che hanno voglia di discutere apertamente e liberamente, senza ergersi a salvatori, depositari della verità o falsi profeti, che non agognano a fare l'ennesimo partito ma ad impegnarsi nella comunità, nel senso proprio del termine, anche per diffondere una narrazione che si opponga a quella dominante propugnata ovunque.

Tutti costoro sono il reale tessuto economico ma anche sociale e culturale di questo paese.

Stanno chiudendo, smantellando e rendendo inutilizzabili tutti quei posti in cui le persone possono incontrarsi, in cui possono nascere relazioni reali con altri esseri umani; stanno distruggendo tutto questo ad una velocità sempre crescente.

Sono partiti da lontano ed hanno molti vantaggi però, forse, ci stiamo svegliando, forse il bluff, o addirittura, il tradimento evidente di alcuni politici investiti di molte sincere speranze da parte dei cittadini, hanno portato ad una più vasta e profonda presa di coscienza, ad un progressivo risveglio che, dopo i mesi terribili della chiusura totale, è iniziato ad emergere sempre più forte, prendendo diverse forme, sia in Italia che in altri stati. 

Nessuna richiesta di ascoltare cattivi maestri, nessun permesso da chiedere per muoversi, incontrarsi ed agire, solo la necessità di far emergere il disegno del futuro a cui stiamo andando incontro e provare ad opporsi, attivamente. Qualcosa di simile era successo in Francia con i Gilets Jaunes, non è il momento ora per un'analisi politica di quel movimento, per altro già fatta, ma da quegli errori è possibile apprendere.

In questo momento, la prospettiva più vicina da raggiungere è facilitare un'aggregazione che porti ad una presa di coscienza e ad una reazione, far tornare le persone ad incontrarsi e confrontarsi, agire per opporsi alla dittatura sanitaria ma anche al pensiero unico dominante, far circolare idee che propongano una diversa visione del mondo, una diversa strada percorribile insieme, che offrano, in qualche modo, una risposta al presente ed una speranza per un futuro cambio di paradigma.

Ognuno deve e può essere coinvolto, indipendentemente dalla sua visione politica di riferimento, perché è importante compattarsi intorno a valori che vadano oltre lo schematismo ideologico ma anche, e soprattutto, oltre la singola istanza prepolitica: stanno distruggendo l'essere umano, la sua coscienza, la sua indipendenza, la sua natura profonda fatta di legami, sentimenti, condivisione, emozioni...

Il nemico, in questo caso è rappresentato non solo da un'entità astratta che chiamiamo, in generale, neoliberalismo ma anche da tutte quelle compagini culturali, e quelle forze politiche, che non solo difendono e propagano questo stato di cose, ma che dividono, che chiedono di attendere ed essere pazienti, che operano in maniera scomposta ed insensata, che rischiano seriamente di tradire qualsiasi promessa in nome di una presunta propria sicurezza elettoralistica. Reagire, informare, formare.