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domenica 29 novembre 2020

Cronaca di una morte annunciata

Quanti hanno riposto, nel 2018, le proprie speranze nella Lega? Quanti hanno sperato che Salvini fosse la risposta alla necessità di una reale svolta politica? Quanti hanno creduto che l’elezione di noti sovranisti avrebbe determinato un mutamento tale da condurre ad un cambio di paradigma? Molti, tanti da trasformare una forza politica, che si attestava al 4%, nel terzo partito con il 17,4% di preferenze.

Eppure, i primi mesi del così detto governo giallo-verde, già recavano in sé i germi del tradimento di ogni aspettativa e si palesava la reale natura della Lega, quella di gatekeeper; questa appare come la sola spiegazione plausibile di quell’agglomerato polimorfo con i 5S. 

La tragedia del ponte Morandi è stato il primo tassello di un quadro che, via via, si faceva più chiaro, all’indomani dell’accaduto c’erano le condizioni per revocare la concessione di Autostrade al gruppo Benetton e nazionalizzarle, niente di tutto ciò è stato fatto. Seconda meravigliosa decisione è stata avallare la fatturazione elettronica, chiesta dall’Unione Europea, tradendo così una gran parte della base elettorale, complimenti per il tempismo! 

Ma certo, era nel programma di governo, cos’altro avrebbero potuto fare? Opporsi? Non sia mai…  poi è stata la volta del tradimento sull’obbligo vaccinale e della svolta securitaria che ha gettato le basi, di fatto, della tendenza autoritaria, che permette al secondo governo Conte di regnare incontrastato; dopo queste incommentabili azioni politiche è stato il susseguirsi di una sfortunata serie di interventi, senza capo né coda, che si sono aggiunti ai precedenti fino a sotterrare ogni possibile speranza residua.

Nessuna presa di posizione antieuropeista, che lasciasse un margine di speranza per un “ritorno alla situazione pre-Maastrich, revisione dei trattati europei, recupero della sovranità monetaria, economica, territoriale…” seguendo alcuni dei punti cardine del programma, leggerlo per credere, anzi ribadire, come fatto più volte da Salvini, che la Lega non è antieuropeista.

Aver fatto in più di un’occasione da punto d’appoggio alle assurde politiche autoritarie di questo governo, come quando venne votato l’uso dei DPCM o in questo ultimo increscioso episodio  che ha tutta l’aria di voler essere il prodromo di un antidemocratico governo di larghe intese, come da più parti denunciato… fine ingloriosa di un’opposizione che non è mai esistita, e tanto per chiarire le idee a qualcuno che, evidentemente, essendo per la prima volta in Senato, non conosce il funzionamento di base delle istituzioni, se non si governa, si è all’opposizione ed il compito di quest’ultima sarebbe quello di opporsi non di avallare le decisioni del governo. 

E non certo è insultando i propri elettori sui diversi social che si migliora la propria posizione già fortemente compromessa dall’assoluta incapacità di agire secondo, se presente, coscienza e mandato…

Aver portato a termine una delle operazioni di riduzione della democrazia più vili del dopoguerra, ovvero la riduzione del numero dei rappresentanti, era nel programma della Lega; dopo questo ci aspettiamo solo di veder apparire, spalleggiando questo improponibile governo, il vincolo di mandato, dato che anche questo era nel programma, ed un bel vaccino anti Covid obbligatorio, dato che il solo problema per il Capitano sembra essere l’assenza di siringhe… aspettiamo fiduciosi, tutto può ancora accadere.

Potremmo chiudere con un dubbio amletico: se era importante far parte di quel governo, “costi quel che costi”, come più volte ribadito, com’è che poi lo  hanno fatto cadere? Possibile si trattasse di mero calcolo elettoralistico elaborato all’indomani dell’esito delle europee, calcolo, per altro, di disarmante ingenuità politica, dal momento che era chiaramente prevedibile che non vi sarebbero state elezioni anticipate…?

Ogni cosa ha una sua spiegazione, una sua ragione e quel che succede alla Lega non accade per avverso destino o per strategia politica, come vorrebbero farci credere i complici di questa morte annunciata, ormai sempre più prossima, semplicemente la Lega non ha, non ha mai avuto e mai avrà  alcuna strategia politica né a medio né a lungo termine, né per il presente né, tanto meno, per il futuro: illudersi sarebbe un errore tattico fatale, la Lega non ha gli strumenti per analizzare una realtà così complessa come quella che si prospetta e manca totalmente di persone in grado di elaborare una siffatta analisi, né, per altro, ha mai dato segno di volerne avere.

La Lega, infine, nascondendosi dietro l’impossibilità di agire, spiegata grossolanamente con l’essere in minoranza ed il lavorare contro un deep state enormemente forte e complesso, non ha fatto nulla, semplicemente ha vivacchiato, giocando al gioco delle parti, ma meno bene degli avversari molto più preparati, anche culturalmente.

Ultimo, ma non per importanza, se analizziamo l’operato delle regioni governate dalla Lega, quali sono le differenze con quelle rette da altri partiti? Chi ne vede qualcuna, la segnali….

Su Foa, invece, meglio sorvolare, non infieriamo sugli ologrammi.