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mercoledì 3 marzo 2021

Consenso informato e tamponi: cosa sta accadendo in Umbria, Toscana ed in altre regioni

Ci giungono in questi giorni numerose segnalazioni di prassi e comunicazioni istituzionali in cui si invitano cittadini e operatori ad aderire a procedure mediche derogando, a volte in modo anche grave, alle norme che regolano il delicato rapporto medico-paziente. 

Molte persone ci esprimono il giusto timore che lo zelo di alcuni funzionari e politici possa esercitarsi a detrimento del rispetto dovuto agli individui e della credibilità delle autorità pubbliche o, peggio, violando le leggi vigenti. 

Il team di Resistenza Attiva è convinto che nessuna emergenza possa minacciare lo Stato di diritto, il quale è anzi il presidio per affrontare ogni emergenza pubblica in modo bilanciato ed efficace. 

Iniziamo perciò da oggi a pubblicare i casi segnalati con un breve commento. Rivolgiamo ai Soci e ai lettori l’invito a contattarci nei casi dubbi e a resistere attivamente con gli strumenti della legge, per la tutela di sé e dei diritti di tutti.

Questo è il testo del modulo sul Consenso informato distribuito, nelle scuole elementari della regione Umbria, che i bambini hanno portato a casa e che prevede sia reso alle maestre compilato e firmato ma…




…secondo il Codice Deontologico “L’acquisizione dell’assenso o dissenso è un atto di specifica ed esclusiva competenza del medico, non delegabile.” 

C’è da chiedersi come sia possibile che il personale scolastico possa essere titolato ad acquisire tale documento e, secondariamente, perché si fa compilare un modulo di consenso informato, in assenza del medico preposto all’atto e, quindi, a fornire tutte le informazioni.

In aggiunta la Legge 28 marzo 2001, n. 145 riguardo al Consenso informato, ci dice che:

“Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.

Questa persona riceve precedentemente una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento nonché sulle sue conseguenze e i suoi rischi.”

Capitolo II – Consenso

Articolo 5 – Regola generale

  1. Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.
  2. Questa persona riceve precedentemente una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento nonché sulle sue conseguenze e i suoi rischi.
  3. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

Articolo 6 – Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso

  1. Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.
  2. Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.
  3. Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.
  4. La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione.
  5. Il rappresentante, l’autorità, la persona o l’organo menzionati ai paragrafi 2 e 3 ricevono, alle stesse condizioni, l’informazione menzionata all’articolo 5.
  6. L’autorizzazione menzionata ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata.

Mentre nella nostra Costituzione, l’Art.32 ci dice che: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della colletti- vita`, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. 

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”