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martedì 11 maggio 2021

Obbligo di vaccinazione anti Covid-19 per il personale sanitario - Decreto Legge 44/2021

Sono stati depositati pochi giorni fa gli emendamenti al Decreto Legge 44/2021 che stabilisce tra le altre cose l’obbligo di vaccinazione anti Covid-19 per il personale sanitario. Gli emendamenti saranno discussi in vista della conversione in legge, prevista entro la fine di questo mese.  

Esaminiamo in questo articolo quelli più preoccupanti, che contengono proposte, se possibile peggiorative, sia sui temi dell’obbligo vaccinale che su quello delle restrizioni sanitarie, mettendo in risalto che queste provengono non da senatori del centrosinistra, bensì da esponenti del centrodestra, più specificatamente, Lega e Forza Italia.

All’art. 1 recante “Ulteriori misure per contenere e contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”, ecco  l’emendamento 1.0.2, proposto dalla Lega a firma di Briziarelli, Augussori e Fregolent per convertire in legge ciò che è già stato anticipato dal ministro della Salute e da alcuni governi regionali, che chiedono di rendere obbligatorio il “Green Pass” per i visitatori delle residenze per anziani e disabili.


Altri emendamenti, esplicativi del livello di servilismo dell'ex opposizione e della loro vera natura, sono quelli riguardanti l’art. 2 (“Disposizioni urgenti per le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado”), ovvero 2.0.1 e 2.0.2 di Ronzulli (Forza Italia), in cui si chiede non solo di estendere lo status di categoria prioritaria ai cancer survivors ma, addirittura, di abilitare le infermiere volontarie della Croce Rossa alle vaccinazioni anti Covid-19. Siamo alla farsa…


L’art. 3 prevede oggi attenuazioni della responsabilità penale per i somministratori del vaccino anti SARS-CoV-2, cosa già di per sé grave ma, poiché al peggio non c'è fine, gli emendamenti di alcuni senatori di centrodestra (3.6 Modena e Ferro di Forza Italia; 3.7 Durnwalder, Steger, Laniece, SVP) vorrebbero, addirittura ampliarlo ben oltre l’impianto attuale, introducendo:

1) anche uno scudo civile per chi somministra il vaccino e per le strutture coinvolte (3.6 Forza Italia, 3.7 Autonomisti)

2) protezioni penali e civili anche per i medici chiamati a rispondere di morte e lesioni gravi nel corso dell’emergenza pandemica, arrivando a suggerire per legge (!!!) le attenuanti da considerare nei casi sospetti di colpa grave (3.01,  3.02: Pagano, Bernini, Schifani, Forza Italia; 3.9, Mallegni, Forza Italia; 3.11, Balboni, Ciriani, La Russa, Totaro, Forza Italia)






Venendo all’obbligo vaccinale per i sanitari (art. 4), facciamo notare che gli unici a chiederne la soppressione sono i senatori Paragone e Ciampolillo (Gruppo Misto).


Tutti gli esponenti degli altri partiti, non solo accettano supinamente che diventi legge, ma alcuni, come i senatori della Lega Riccardi, Augussori, Calderoli, Grassi, Pirovano, ritenendo che, evidentemente, non sia abbastanza stringente, propongono di estenderlo anche a volontari, tirocinanti, appaltatori, studenti (ma non era per proteggere i pazienti?) di medicina e infermieristica, ecc. “indipendentemente dalla tipologia contrattuale”.





Degno di nota è anche l’emendamento 4.11, sempre a firma Lega, proposto dai senatori Riccardi, Augussori, Calderoli, Grassi, Pirovano, che propone di incaricare il medico del lavoro, e non quello di base come prevede oggi il DL, di valutare le eventuali incompatibilità del sanitario obbligato con la vaccinazione. È difficile immaginare un altro motivo che non sia quello di rendere molto più difficoltose le esenzioni sanitarie, spostando la decisione dal medico di fiducia ad una figura più “burocratica” e lontana.



L'unico emendamento non peggiorativo, e qui sfioriamo il ridicolo, è quello proposto da altri senatori della Lega, che pur non chiedendo l’abrogazione dell’obbligo, propongono una riduzione dello stipendio (invece che una sospensione, bontà loro) ai medici renitenti sospesi dal lavoro (4.20, 4.21, 4.22, Pillon, Pellegrini, Arrigoni, Augussori, Calderoli, Grassi, Riccardi). È facile immaginare i risvolti erariali e patrimoniali di questa proposta, e quindi le sue probabilità di successo. Conoscendo le convinzioni e l’impegno trascorso di questi senatori per la libertà terapeutica, il “ripiego” di questi emendamenti non può che confermare ancora una volta che, per il loro partito, la revoca dell’obbligo non è minimamente in discussione.




Dalla lettura degli emendamenti al DL 44 si comprende quali siano oggi i partiti che hanno a cuore le garanzie costituzionali (nessuno) e specialmente quanto valgano le dichiarazioni e le rassicurazioni, di certi loro esponenti, di cui alleghiamo due esempi.