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giovedì 28 ottobre 2021

Il diritto di satira è stato abolito - Avv. Valerio Donato

Enormi polemiche ha suscitato il post satirico su Mario Draghi della dr.ssa Paola Perinetto, Garante dei detenuti presso il carcere di Ivrea. Secondo fonti di stampa, che riprendono un lancio ANSA, da più parti se ne chiede la rimozione e il Sindaco di Ivrea avrebbe convocato il Consiglio comunale per provvedere in tal senso. 


Il post Facebook si limita a riprendere un vecchio meme (e non un fotomontaggio come falsamente riferito da alcune testate) uscito all’epoca dell’arresto di Cesare Battisti che, giocando sull’evidente somiglianza tra i due, li affiancava per dire più o meno “uno l’abbiamo arrestato”. 

All’epoca le accuse che si muovevano a Draghi, che non era Presidente del Consiglio, riguardavano la gestione delle crisi greca allorquando l’attuale primo ministro, quale presidente della BCE, chiuse i bancomat alla Grecia contribuendo alle misure lacrime e sangue che furono adottate e che causarono un notevole abbassamento dell’aspettativa di vita e il deciso aumento della mortalità infantile (tanto che anni dopo “autorevoli” opinionisti avrebbero ammesso di avere censurato il fatto per salvare la moneta unica). 

La Perinetto, in particolare, commenta il meme dicendo “Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli. L’altro è Cesare Battisti”. La richiesta di rimozione è con tutta evidenza l’ennesimo attacco ad un diritto costituzionale, quello della libertà di espressione che ha come corollario il diritto di satira. 

Questa, come noto, consiste nel “rappresentare o descrivere (persone, situazioni, difetti, ecc.) in modo da rilevarne, spesso in modo caricaturale, gli aspetti negativi” (Treccani) ed è assolutamente lecita se rivolta a personaggi pubblici e cariche politiche. 

Secondo la Suprema Corte di Cassazione (ex multis Sentenza n. 5499/14), infatti, “la satira è configurabile come diritto soggettivo di rilevanza costituzionale”, si sostanzia in “una critica corrosiva e spesso impietosa, basata su una rappresentazione che enfatizza e deforma la realtà per provocare il riso”, si esprime con il paradosso e la metafora surreale”, “sottrae al parametro della verità” e “assume i connotati dell'inverosimiglianza e dell'iperbole”. 

L’unico limite a tale diritto è l’esistenza di un collegamento “alla manifestazione di un dissenso ragionato dall'opinione o comportamento preso di mira” che non si risolva “in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della reputazione del soggetto interessato”. Nella specie tale collegamento è evidente in relazione alle durissime misure, uniche al mondo, che vietano il lavoro (bene supremo nel nostro ordinamento) ai cittadini non in possesso dell’illogico lasciapassare verde. 

Va da sé che la probabile rimozione della Perinetto dal suo incarico sarà l’ennesima ferita alla Costituzione più bella del mondo, già duramente provata dalle restrizioni sanitarie e dalla repressione (anche violenta e subdola) del relativo dissenso sociale.

domenica 10 ottobre 2021

Comunicato del Fronte del Dissenso: Forza Nuova e Governo giocano la stessa partita. Giù la maschera!

ROMA – L’avevamo messo nero su bianco soltanto pochi giorni prima, con un comunicato stampa, proprio in vista della manifestazione di sabato 9 ottobre a Piazza del Popolo: “riteniamo necessario ed urgente mettere in guardia contro velleitari proclami che chiedono ai cittadini di mobilitarsi in pericolose azioni che perseguono lo scontro fisico come unica soluzione, lo scontro che sancirebbe la fine di questa resistenza che si sta diffondendo e che sta crescendo sempre di più, diventando ogni giorno più forte”.


Non siamo veggenti, abbiamo avuto semplicemente la capacità di leggere la realtà. Ciò che è accaduto ieri era assolutamente prevedibile. L'appello, partito dal sito di Forza Nuova, era caratterizzato da toni che lasciavano chiaramente intendere su quale binario sarebbe stata portata la manifestazione.

Le azioni aggressive e velleitarie che sono state messe in atto, sono esattamente quelle che il regime, che sta imponendo l’apartheid chiamato green pass, desiderava. Non ci vogliono dei geni per capire che ieri, Forza Nuova e Governo Draghi, hanno giocato la stessa partita, dalla stessa parte della barricata: quella di chi vuol mettere in difficoltà il grande movimento che si oppone al lasciapassare vaccinale.

Sappiamo benissimo che la stragrande maggioranza dei partecipanti nulla aveva a che fare con una regia predisposta a tavolino con lo scopo di trasformare la manifestazione in una trappola. Ma resta il fatto che questa regia vi fosse fin dal principio. E la trappola è puntualmente scattata. Chi ha consentito, coscientemente, tutto questo, permettendo a dei provocatori professionali di gestire la piazza, si è assunto una gravissima responsabilità di fronte a tutto il movimento.

Tantissime persone, tra cui molte famiglie, sono state così trascinate in uno scontro senza costrutto, utile solo a trasformare i veri violenti (il governo, i partiti di maggioranza, i sindacati confederali) in “vittime”. La brutalità del green pass, una violenza senza precedenti nel dopoguerra, è passata così in secondo piano di fronte alle scellerate iniziative di personaggi fin troppo ben protetti dagli apparati dello Stato.

La sede della Cgil, simbolo di sigle sindacali privilegiate, ormai screditate ed autoreferenziali, è assai distante da Piazza del Popolo. Com’è possibile che il manipolo di provocatori che intendeva assaltarla non sia stato fermato prima? Perché la polizia, dunque il Ministero degli Interni, non ha agito per impedire il compimento di quell’azione? La risposta è probabilmente nell’interesse del governo a criminalizzare l’opposizione e il dissenso, specie alla vigilia del 15 ottobre.

Il Fronte del Dissenso non solo denuncia la logica di uno scontro fisico fine a se stesso, come quello messo in atto da Forza Nuova, ma denuncia apertamente la chiara collusione tra costoro ed il governo Draghi.

Il Fronte del Dissenso, nel chiamare alla lotta senza quartiere contro il Green pass, a partire dallo sciopero e dalla grande mobilitazione del 15 ottobre, rilancia la linea della disobbedienza civile in tutte le sue possibili forme, come strumento principale per costruire la resistenza al regime tecnocratico e violento che fa capo a Mario Draghi.

E’ la linea che abbiamo messo in campo il 25 settembre, quando oltre centomila persone si sono ritrovate in Piazza San Giovanni. E’ la linea dell’allargamento del fronte di lotta, della conquista di nuove forze, del lavoro per indebolire il fronte avversario. Solo per questa via arriveremo a cancellare la vergogna del Green Pass.

Ma per percorrere questa strada occorre liberarsi da tutti i provocatori che, in nome di una finta “apoliticità” e di un falso patriottismo, vogliono condurci ad una sconfitta certa. La loro azione serve soltanto a favorire le esigenze del governo e dei media, che puntano a screditare il movimento per favorirne la dissoluzione.

Non ci riusciranno! Il prossimo appuntamento è quello del 15 ottobre. Quel giorno, scioperando e manifestando, riporteremo in piazza l’Italia che non si arrende, quella che si vuole opporre, quella che sta dalla parte dei milioni di italiani impossibilitati a lavorare a causa di un lasciapassare violento, illegittimo ed incostituzionale.

mercoledì 6 ottobre 2021

Comunicato del Fronte del Dissenso - Noi vogliamo altro! Costruiamo insieme lo sciopero del 15 ottobre, verso una mobilitazione permanente

L'imponente manifestazione di Piazza San Giovanni del 25 settembre, che ha coinvolto oltre 100.000 persone tra cittadini, organizzazioni e movimenti, è stata la più grande degli ultimi decenni.



È stata il frutto di un lavoro capillare sul territorio che il Fronte del Dissenso (confederazione di associazioni e movimenti per il ripristino della Costituzione del'48 e la sovranità nazionale) sta portando avanti da mesi, con entusiasmo e tenacia, superando le divisioni per una lotta unitaria contro questa dittatura sanitaria, tecnocratica e liberticida. 

Sapevamo che Piazza San Giovanni sarebbe stato il primo passo ma il più difficile, ora dobbiamo andare avanti stando attenti però a pericolose fughe in avanti che decreterebbero la fine di questo grande movimento. 

Per questi motivi, forti dell'impegno preso in quella Piazza e delle battaglie che ci attendono, ancora una volta riteniamo necessario ed urgente mettere in guardia contro velleitari proclami che chiedono ai cittadini di mobilitarsi in pericolose azioni che perseguono lo scontro fisico come unica soluzione, uno scontro che sancirebbe la fine di questa resistenza che si sta diffondendo e sta crescendo sempre di più, diventando ogni giorno più forte. 

Essi si appellano ad una fumosa antipolitica che fa leva su un sentimento, forte nel paese, di totale sfiducia nei partiti di governo, chiaramente espressa nell'alto tasso di astensione alle ultime votazioni. Non cadiamo nella trappola, non cediamo alle lusinghe che fanno leva solo sulla pancia, i prossimi passi avranno bisogno delle nostre teste, di intelligenza e tattica perché la politica è anche visione della realtà ed operare scelte che ci permettano di fare passi in avanti verso un reale superamento di questo pernicioso e antidemocratico stato di emergenza. 

Per queste ragioni, il Fronte del Dissenso chiede, ancora una volta, di fare attenzione e non cedere a facili provocazioni di chi promette fantomatiche lotte in nome del "popolo".

"Quella che ci attende è una maratona ad ostacoli", da Piazza San Giovanni è partita una nuova resistenza che saprà coniugare disobbedienza civile e mobilitazione con altre forme di lotta. 

Da queste considerazioni parte il nostro appello ad aderire alle giornate di sciopero indette dal 15 ottobre, per fermare la macelleria programmata da questo governo e dai suoi sostenitori, partiti e sindacati, complici del totale smantellamento dello stato sociale. 

Saremo tutti uniti: lavoratori, dipendenti ed indipendenti di ogni settore, studenti ma anche liberi cittadini. 

Perché si arrivi a queste giornate di lotta e mobilitazione di massa occorre non cedere alle tentazioni di facili proclami che puntano solo a disgregare e dividere, provocando una reazione che sarebbe fatale per tutti. 

Dobbiamo, ora più che mai, dimostrare quella unità e quella determinazione che ci porteranno fino al grande sciopero del 15 ottobre. 

"Andare piano non fa paura, quello che fa paura è fermarsi" 

Fronte del Dissenso

venerdì 1 ottobre 2021

Comunicato Stampa del 26 settembre 2021 Fronte del Dissenso - La nuova Resistenza c'è!

ROMA - Sentivamo che sarebbe stato un grande successo, siamo stati comunque sorpresi noi stessi dalle sue reali dimensioni. 100 mila persone hanno riempito Piazza San Giovanni in Laterano per dire no al green pass e per chiedere Lavoro e Libertà.


Una manifestazione enorme che nessun altro sarebbe in grado di organizzare.

Questa imponente manifestazione segna un tornante.

Il governo Draghi e i poteri forti che esso rappresenta, non hanno più di fronte solo una legittima e diffusa protesta contro lo stato d’emergenza e l’uso autoritario della pandemia. D’ora in poi dovranno fare i conti con un movimento di massa di cittadini consapevoli che tutte le prescrizioni repressive adottate con il pretesto della pandemia, sono mezzi per spianare la strada ad un nuovo tipo di regime e alla società del grande reset. 

Un regime che sarà segnato da ancor più profonde ingiustizie sociali, dalla scomparsa dei diritti democratici e civili, dallo strapotere delle grandi multinazionali e della finanza predatoria. A questa società del tecnoliberismo corrisponderà quindi un regime autoritario che servendosi delle nuove tecnologie potrà spiare e sorvegliare i cittadini, quindi prevenire e punire ogni resistenza.

I poteri forti e gli abusivi al loro servizio hanno cavalcato l’onda del SARS-CoV 2 con uno stato d’emergenza senza fine, e la storia insegna che ogni emergenza è stato l’inizio di un totalitarismo, e ci hanno avvertito che: «nulla sarà come prima». Messaggio ricevuto. Neanche per loro nulla sarà più come prima. 

La protesta si sta trasformando in un’opposizione politica a tutto campo che sa riconoscere il proprio nemico e i suoi pagliacci politici. Sappiamo che questa nuova resistenza troverà sul suo percorso molti ostacoli, ma ogni marcia comincia da un primo passo nella giusta direzione, e questa giusta direzione è stata tracciata dalla manifestazione di ieri a Roma: massima unità e massima convergenza sul piano ideale e sui metodi e le forme di resistenza. 

Non servono azioni velleitarie e minoritarie, bensì una battaglia di massa fatta di azioni mirate e ben organizzate che sappiano conquistare appoggio e consenso anche da parte dei tanti cittadini che hanno accettato di rinunciare a fondamentali diritti di libertà in cambio di una presunta sicurezza sanitaria.

La grande manifestazione di Roma del 25 settembre dà forza a questa nuova consapevole resistenza, premia il metodo seguito dal Fronte del Dissenso: perseguire la massima unità nella chiarezza di contenuti e nella coerenza degli atteggiamenti.

Ci scusiamo con i tanti amici che avrebbero voluto anche loro prendere la parola. C’è posto per tutti nella nuova resistenza, a condizione che l’adesione non sia fittizia e che ognuno sia sinceramente disposto a lavorare mano nella mano con gli altri, mettendo da parte egoismi di bandiera.

Non ci stupiamo che i media di regime abbiano scientemente oscurato la nostra manifestazione o distorto vergognosamente i fatti, il che dimostra il loro imbarazzo: Piazza San Giovanni ha clamorosamente smentito la narrazione di un movimento di protesta minoritario e pittoresco.

Invitiamo dunque tutti i cittadini disobbedienti a fare proprio l’appello che è giunto dalla piazza: la vittoria è possibile se sapremo rafforzare l’unità, resistere senza fare alcun passo  indietro.